siracusa

La fondazione della città di Siracusa viene fissata nel 734 a.c. ad opera dei Greci provenienti da Corinto, guidati da Archia, che cacciarono la popolazione autoctona verso l’entroterra. Grazie anche alla strategica posizione nel Mediterraneo, la città si sviluppa ampiamente sia a livello economico che politico. Nel 480 a.C. Gelone diventa tiranno di Siracusa, acclamato dal popolo, avviando una massiccia attività culturale, grazie alla realizzazione di grandi monumenti, tra i quali il Teatro Greco. Con Gelone, Siracusa riporta una grande vittoria sui Cartaginesi che sancì il predominio greco sulla Sicilia. A Gelone succede nel 478 Ierone, anch’egli attivo nello sviluppo della città, e successivamente Trasibulo nel 467 che segna la fine del potere tirannico e l’instaurarsi di un regime democratico. A sua volta, Dionisio I conquista il potere e porta avanti grandi imprese belliche, imponenti costruzioni e una vasta attività culturale. Fu con Ierone II che si determina un lungo periodo di pace e prosperità. Quest’ultimo stipula una tregua con i Romani, che intanto avevano minacciato la città, e favorisce così interventi di svecchiamento legislativo e riordino urbanistico nonché una grande affermazione in ambito artistico e letterario tra le più importanti capitali del mondo antico. Con il successore Geronimo, a causa della rottura della pace precedentemente stipulata, si determina l’assedio di Siracusa da parte dei Romani. È un periodo di declino per la città, che durante la dominazione romana vede anche un forte radicamento della religione cristiana tanto da diventare il primo avamposto d’occidente. Si assiste alla costruzione di imponenti catacombe, a seguito delle persecuzioni cristiane. Nel 878 Siracusa viene conquistata dagli Arabi, che intanto erano avanzati in gran parte della Sicilia, e viene assoggettata cedendo il ruolo di capoluogo dell’isola a Palermo. L’avvento dei Bizantini si concretizza anche in un riassetto urbanistico di vari quartieri storici di Ortigia. Tuttavia, restano fiorenti le attività di scambi commerciali e il fervore artistico che vede anche una produzione di scrittori arabi dedicati all’elogio della città. Con la cacciata degli arabi e l’avvento della dominazione normanna nel 1086, la città diviene una roccaforte militare. Ruggero I di Sicilia avvia una politica di rinascita cristiana con la restaurazione di diverse chiese. In epoca medievale Siracusa vede un susseguirsi di varie dominazioni dagli spagnoli agli Asburgo, che segnano un periodo di difficoltà economica per la popolazione, dovuta a forti tasse, e che porta a un evidente spopolamento urbano. Nel 1693 un disastroso terremoto rade al suolo la città, che verrà ricostruita su assetto urbanistico ed estetico barocco. Nel XVIII secolo il verificarsi di svariate guerre di successione genera una rivolta antigovernativa decretando lo spostamento del capoluogo a Noto tra il 1837 e il 1865, anno dell’Unità d’Italia che determina per Siracusa il recupero del proprio ruolo di capoluogo. È un periodo di slancio urbanistico e di crescita per la città, che sviluppa progressivamente i collegamenti con l’entroterra e con il nord, e che si protrarrà anche in epoca fascista. Nel secondo dopoguerra si avvia un rapido processo di industrializzazione nell’area a nord della città, dalla periferia di Augusta alla zona di Targia, con la nascita di stabilimenti chimici e grosse raffinerie di petrolio.