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ACIREALE

Luoghi di interesse storico e culturale - Le Chiese

Piazza Duomo Il centro di Acireale è la Piazza del Duomo, su cui si affacciano alcuni degli edifici più importanti della città, tra cui la Chiesa Cattedrale, la Basilica dei Santi Pietro e Paolo, il Palazzo del Comune, il Palazzo Modò.La pavimentazione della piazza è stata rinnovata nel 2009. I lavori sono stati affidati agli architetti Paolo Portoghesi e Vito Messina e all'ingegnere Aldo Scaccianoce i quali, reputando che le mattonelle in cemento stonassero con lo stile Barocco che caratterizza la città, hanno usato per la nuova pavimentazione un marmo-pietra denominati white-cream e pietra lavica doppiamente trattata (levigata e bocciardata). Il particolare disegno del piano ricorda l'interno di una cupola vista dal basso verso l'alto. Il marmo e la pietra per realizzare la pavimentazione fino al centro della piazza è stato fornito dal maestro marmista nonché ex carrista del carnevale di Acireale Luciano Parlato, in qualità continuatore di "lapidorum incisor" con un'incisione al centro della piazza raffigurante il nuovo stemma della città. Luciano Parlato all'opera nella la realizzazione dello Stemma della città di Acireale installato nel 2009 al centro di Piazza del Duomo La nuova pavimentazione della Piazza duomo di Acireale è stata preparata seguendo il progetto che si sviluppa con una geometria ben definita. Il piano della pavimentazione è suddividibile in 8 anelli concentrici che sono, a loro volta, suddivisi in 12 settori per i primi due anelli e 24 settori per i rimanenti; al centro della geometria si sviluppa un rosone, il tutto per rappresentare una cupola rovesciata come se questa fosse guardata dal basso verso l’alto dalla parte interna. Ogni settore è composto da 9 o 18 mattonelle di marmo denominato WHITE CREAM delimitato da una doppia fascia di pietra lavica doppiamente lavorata: bocciardata e levigata. È stata coperta una superficie di 1600 m² di cui 60 costituiti dal rosone centrale che tra pietra lavica e un minuzioso mosaico accoglie lo stemma della città di Acireale. Tecnicamente la preparazione dei tagli dei materiali è partita ancora prima dell’apertura del cantiere edile sulla piazza. Abbiamo infatti dovuto preparare 145 diverse forme di taglio di marmo beige, per un totale di 1350 mattonelle, 28 diversi tagli di pietra lavica bocciardata per un totale di 600 fasce circa e altrettante in pietra lavica levigata. La scelta e l’accostamento delle due lavorazioni di pietra lavica è stata appositamente consigliata per evidenziare ancora di più la tridimensionalità che avevamo discusso nel progetto. Per quanto riguarda il rosone, costituito da sei cerchi intrecciati tra loro secondo una geometria esagonale, sono state impiegate 132 fasce laviche distribuite tra levigate e bocciardate. Al centro si forma così un alloggio esagonale dove è stato installato lo stemma della città, il tutto arricchito da un elegante mosaico di sassolini. Possiamo quindi stimare che sono stati preparati circa 2700 pezzi, dello spessore di 3 centimetri, per coprire i 1600 metri quadrati. La localizzazione del centro, che non è stata scelta a caso dai progettisti, ha origine in un punto che è l’intersezione di due assi: quello ortogonale al comune e quello ortogonale alla fiancata laterale della cattedrale. Da questo punto in maniera assialsimmetrica si sviluppa il disegno della piazza. Al centro viene installato lo stemma della città con orientamento che segue l’asse ortogonale al comune. La preparazione, e quindi la lavorazione, dello stemma è stata rigorosa. Sono state rispettate le regole ufficiali in accordo con la regola araldica della preparazione degli stemmi. Lo scudo e la corona sono realizzati con lo stesso marmo impiegato per la pavimentazione con degli incassi di pietra lavica “occhio di pernice” per rappresentare i tre faraglioni e la roccia ai piedi del castello. La lavorazione delle linee segue una tracciatura con profondità variabile dai 2 ai 4 millimetri e con spaziature che non scendono al di sotto dei 4 millimetri. La scelta della profondità della tracciatura è stata studiata considerando che lo stemma, come il resto della piazza, è soggetto al continuo calpestìo dei pedoni.

Il Palazzo Municipale, o Loggia Giuratoria, di chiaro impianto scenografico barocco, fu progettato dopo il 1640 e rimaneggiato nel XVIII secolo. Da ammirare i mascheroni, le mensole che reggono le balconate. All'interno, vi è un'esposizione di divise militari d'epoca.

Il Palazzo Modò (ex Teatro Eldorado) è un palazzo, che non prospetta direttamente sulla piazza ma ne è defilato. Della originaria struttura rimangono due balconi con reggimensole baroccheggianti, dei mascheroni ed il nome del teatro Eldorado, realizzato al suo interno nel 1909 ed attivo sino al primo dopoguerra.

La Biblioteca e pinacoteca Zelantea è un'istituzione del XVII secolo, ospitata in un palazzo neoclassico realizzato nel XIX secolo dall'Ingegnere Mariano Panebianco, che raccoglie alcune collezioni d'arte e di testi antichi. È visitabile su richiesta al personale.

Il Corso Umberto (ex Via dell'Indirizzo) è il passeggio della città, via lungo la quale prospettano i diversi palazzi nobiliari. Svoltando a sinistra, dopo circa 350 m, si arriva in Piazza Garibaldi (detta "la piazzetta", dagli acesi), dove è collocata al centro la statua dedicata ai caduti dello scultore acese Michele La Spina. Inoltre nel lato ovest della piazza prospetta il Cine Teatro Maugeri, il più grande di Sicilia al momento dell'inaugurazione (1952). Proseguendo in Corso Umberto, per altri 500 m, si raggiunge Piazza Indirizzo, dove sulla destra si trova l'ingresso alla Villa Belvedere, inaugurata nel XIX secolo e nel lato a nord il prospetto della Chiesa dell'Indirizzo, in stile neoclassico. Non sono di minore importanza i palazzi nobiliari Musumeci (con portale d'ingresso in pietra lavica scolpita) e Calanna, e le chiese di San Biagio, Santa Maria degli Angeli, della Madonna del Carmelo nel quartiere Carmine, San Domenico, San Filippo Neri, Santo Rocco, Maria Santissima Odigitria e Maria Santissima Maddalena. Altre chiese si trovano dislocate nei vari quartieri del Comune e il numero totale giustifica l'appelativo di città dai cento campanili.

Le Terme di Acireale sono state fondate nel 1873 nella città di Acireale. Secondo la tradizione già gli antichi Greci avevano edificato delle terme denominate forse Xiphonie, che poi vennero ampliate dai Romani (al riguardo si trovano cenni sia nel de Aetna di Cornelio Severo che nel Giardino di Esculapio di Filippo da Tessalonica). Lo sfruttamento proseguì con i Bizantini e sino all'invasione araba. Gli edifici vennero probabilmente abbandonati dopo il terremoto del 1169. I resti del complesso oggi sono visitabili nell'area archeologica di Santa Venera al Pozzo. L'ingresso delle terme di Santa Venera nel 1921. Nel 1873 venivano inaugurate le nuove terme dal barone Agostino Pennisi di Floristella alla periferia sud, dedicate a Santa Venera. Il complesso fu costruite in stile neoclassico con giardino all'inglese. Nello stesso anno fu inaugurato l'annesso Grand Hotel des Bains. Grazie alle terme Acireale divenne un centro termale di una certa notorietà e ospitò alcuni importanti personaggi quali Richard Wagner e famiglia (1882), Ernesto Renan, il Re Umberto I e la Regina Margherita (1881), il Granduca ereditario di Baden e l'insigne medico Antonio Cardarelli. Nel 1951 le terme vennero acquisite dalla Regione Siciliana. Nel 1987 nella vicina frazione di Santa Caterina venne realizzato un secondo polo, denominato Terme di Santa Caterina. Nel 1989 nella piscina posta all'interno del parco venne girato il film Palombella rossa di Nanni Moretti. Le terme sfruttano la stessa acqua di tipo solfurea, salsobromoiodica e radioattiva utilizzate dalle terme romane, tramite un sistema di captazioni. Sono assai efficaci nella cura di malattie osteoarticolari, reumatiche e dermatologiche.